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Ascoltando Sandro Bertazzoni raccontare la propria storia viene il sospetto che la musica trovi ragioni antiche nel codice genetico. Nato nel 1941 ad Asola, nel mantovano, in piena guerra, non conosce il padre, infermiere al lavoro al fronte. Cresce tra difficoltà, ma eredita una passione che lo accompagnerà per tutta la vita.

 

Da bambino Sandro spicca per una buona intonazione, coltivata in chiesa e nel teatro del paese. Quando, adolescente, si trasferisce con la madre a Brescia, viene iscritto ai corsi di pianoforte del Venturini e selezionato per il coro del Grande. La musica classica lo affascina, ma è l’atmosfera cittadina, ricca di fermento, ad aprirgli nuovi orizzonti: il giovane pianista è animato da un’energia straordinaria, dalla voglia di conoscere, fare, divertirsi.

 

Il lavoro arriva presto. Inizia come commesso in un negozio di abbigliamento, ma il richiamo della musica è più forte. Le serate si moltiplicano: suona in bicicletta, viaggia in Vespa, organizza feste. Il ritrovo è in piazza Vittoria, fuori dal Bar Impero. È lì che comincia a lavorare nel negozio di abbigliamento del futuro impresario, che gli permetterà di non abbandonare la musica: “Ci trovavamo a suonare in una cantina di via Villa Glori”.

 

Con lui ci sono Pippo Cavalleri al contrabbasso, Gianfranco Peli al sax e Walter Ferrari alla batteria. In un angolo, un vecchio pianoforte; ma è l’organo a cambiare tutto. Nel 1965 Sandro Bertazzoni è il primo a Brescia a possedere lo storico organo Hammond, con l’altoparlante Leslie, strumento destinato a diventare la sua firma sonora.

 

Nascono così i Silvester’s, nome assunto dall’orchestra in riferimento al personaggio di Silvestro, pupazzo di scena. Il debutto ufficiale avviene nel 1962 all’Isola di Capri, dove il gruppo viene ingaggiato. Sono giovani, dilettanti solo in apparenza, ma il successo è immediato. In breve tempo i Silvester’s diventano il gruppo più importante di Brescia, richiesti in tutta Italia e spesso ospiti graditi dagli amici del Bar Impero.

 

Eleganti, preparati, con una solida preparazione musicale, i Silvester’s si distinguono per arrangiamenti curati e per la forza ritmica della sezione guidata da Gino Porro alla batteria. La voce è quella di Emilio Carmeli, mentre tra i fiati spiccano Roberto Bottini alla tromba e Giovanni Cordoni al sax.

Nel frattempo il panorama musicale cambia: arrivano i Beatles, la rivoluzione è totale, i repertori si rinnovano e la strumentazione si modernizza. Bertazzoni affina il suono dell’Hammond, sfruttando appieno il tremolo del Leslie, diventando un riferimento assoluto per il rhythm and blues e il soul.

I Silvester’s accompagnano artisti di primo piano: Tony Dallara, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Gianmaria Morandi. Memorabile la tournée in Bulgaria nel 1969 con Dallara, esperienza straordinaria che porta il gruppo a suonare davanti a migliaia di persone, consolidando una collaborazione artistica e un’amicizia profonda.

 

Nel corso degli anni la formazione cambia, ma il nucleo resta. Tra i musicisti che ruotano attorno al gruppo compaiono nomi come Sergio Saitta al sax, Enrico Cordoni alla batteria e altri protagonisti della scena bresciana. Dopo lo scioglimento nel 1978, i Silvester’s restano un punto di riferimento, una scuola musicale per generazioni di strumentisti.

 

Sandro Bertazzoni continua a suonare fino agli anni Novanta. Gestisce un negozio di abbigliamento, ma la musica resta centrale. Negli anni Duemila decide di riprendere lo studio del pianoforte, dimostrando che la passione autentica non si esaurisce.

Oggi vive circondato dai ricordi, consapevole di aver contribuito in modo decisivo alla storia musicale della città. L’Hammond, per Brescia, ha avuto un re. E il suo nome è Sandro Bertazzoni.

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